21 gennaio 1921: viene fondato il partito comunista italiano

Dopo essersi presentati al Congresso del Partito Socialista al Teatro Carlo Goldoni a Livorno i delegati della fazione comunista si spostano al Teatro San Marco per celebrare la fondazione del partito comunista italiano come si rivolse Bordiga alla platea del teatro Goldoni “i delegati che hanno votato la mozione della frazione comunista – 98 028 voti agli unitari, 58 783 ai comunisti, 14 695 ai concentrazionisti, astensioni 981 a cui seguì l’intervento della Federazione giovanile socialista che deliberò di seguire le decisioni che prenderà la frazione comunista – abbandonino la sala; sono convocati alle ore 11 al Teatro San Marco per deliberare la costituzione del partito comunista, sezione italiana della Terza Internazionale”.

E intonando l’Internazionale si avviarono verso il teatro scortati da carabinieri e da gruppi di operai.

Osservando i nomi dei luoghi sembra che questo nuovo partito sia nato a Venezia. Teatro Carlo Goldoni e Teatro San Marco richiamano la città lagunare.

Qui il primo congresso provinciale si terrà nella Casa del Popolo (sede costruita dai socialisti e dalla camera del lavoro e inaugurata nel 1915) il 27 febbraio 1921.

Quel giorno inizia la storia del partito nel territorio veneziano, dove già erano state costituite le sezione a Chioggia, Cona, Mira, Oriago, Dolo, Sanbruson (o come riportano le cronache S.Bruson), Mestre, Venezia, Portogruaro.

Appena potremo incontrarci, ne parleremo assieme.

100 anni dalla nascita di Giuseppe GOLINELLI

Giuseppe Golinelli
(foto Camera dei Deputati)

Giuseppe GOLINELLI (Bagnara di Romagna, 14.12.1920 – Mestre, 19.11.2004) Sottotenente dell’esercito, prende coscienza della tragedia rappresentata dalla guerra, durante l’occupazione italiana in Jugoslavia. Dopo l’armistizio, Golinelli aderisce al PCI partecipando attivamente alla Resistenza nella natia Romagna. A Liberazione avvenuta si trasferisce in provincia di Venezia, dove diviene segretario della camera del lavoro (1952) in sostituzione di Vittorio Flecchia, chiamato a far parte della segreteria nazionale della CGIL. Mantiene la carica fino al 1960.È stato anche consigliere comunale e dirigente nelle aziende di trasporto pubblico del veneziano.Durante i mesi finali del 1958, ossia durante un periodo infuocatoconseguenza del fallimento della «Formula Venezia», è assessore nella giunta di Armando Gavagnin, giunta che non riesce a far approvare il bilancio del 1958 finendo per essere commissariata. Dopo la morte di Umberto Sannicolò (15 giugno 1962), Golinelli – primo dei non eletti del collegio di Venezia – viene nominato deputato nelle fila del PCI, il 19 giugno 1962. Fino alla fine della legislatura è componente della II Commissione Interni. Nella quarta legislatura Golinelli è membro della X Commissione Trasporti, della XI Commissione Agricoltura e foreste; Commissione speciale per l’esame dei progetti di legge relativi alle zone depresse del centro nord; Commissione speciale per l’esame dei decreti legge relativi agli interventi ed alle provvidenze per le popolazioni e i territori colpiti dalle alluvioni o mareggiate dell’autunno 1966 e quindi segue da vicino tutto l’iter connesso ai finanziamenti speciali per la città a seguito dell’«acquagranda» del novembre 1966. Il suo nome è anche legato alla legge istitutiva della III zona industriale di Porto Marghera, poiché presenta come relatore di minoranza una proposta di legge che si fonde con quella della maggioranza, firmata da Vincenzo Gagliardi. Diviene segretario della federazione provinciale del PCI 1968-1970) durante il periodo turbolento susseguente all’XI congresso.Dal 1969 al 1972 è membro del Comitato centrale del PCI.Viene rieletto in consiglio comunale il 12 ottobre 1970 e nel 1975, dopo essere stato anche per un anno assessore nella Giunta Rigo-Pellicani, da cui rassegna le dimissioni il 20 dicembre 1976.Per vent’anni, finché ne ebbe fisicamente la possibilità, era stato anche segretario della sezione dell’ANPI di Mestre, dirigente del Comitato provinciale e membro del Consiglio nazionale dell’ANPI.


verso il 2021 #100anniPCI (1)

Questa pandemia ci ha impedito di organizzare l’edizione de “La Notte Rossa 2020”. Il programma quest’anno, preparato tra giugno e luglio, era davvero ambizioso.

Avrebbe dovuto prepararci ai 100 anni della fondazione del PCI (1921 – 2021) attraverso alcuni incontri, dal vivo, con critici, storici e politologi. Avremmo dovuto presentare il libro, sostenuto dalla fondazione, sulla storia della sezione del PCI di San Polo a Venezia “Una Sezione contro” che contiene una preziosa prefazione di Aldo Tortorella, il nuovo numero di “Jacobin“, il notevole lavoro di Pandora Rivista, due tesi-ricerche universitarie che si sono avvalse dei molti materiali presenti nel nostro archivio (che continuiamo ad implementare anche grazie ad una minuziosa e paziente opera di ricerca e raccolta), nuove iniziative in vista della presentazione al Comune di Venezia dell’intitolazione ad Enrico Berlinguer di uno spazio pubblico. E poi la tradizionale “camminata di solidarietà”, la biciclettata tra le case del popolo a Mira, la proiezione di due film e gli incontri al circolo Arci a Venezia. Avremmo poi organizzato due momenti informativi sull’impegno di “Mediterranea” e della nuova esperienza ResQ (progetto di una nave italiana di soccorso nel Mediterraneo che ha come presidente l’ex pm Gherardo Colombo).

Ci dispiace proprio che non sia stato possibile tutto ciò.

Abbiamo scelto di non aggiungerci alle numerosissime esperienze di incontri che vengono proposti nelle varie piattaforme.

Contiamo di poterci vedere ed incontrare nella prossima primavera.

Per ora accogliamo la raccomandazione delle istituzioni ad evitare incontri ed assembramenti, nonché a mantenere il distanziamento.

Ci sembra anche una giusta spinta alla corresponsabilità.

Ognuno di noi faccia la propria parte e nel contempo chieda e proponga alle istituzioni, nei diversi gradi e con le diverse responsabilità, di accompagnare e non abbandonare chi è in difficoltà.

Come avevamo dichiarato lo scorso marzo, questa tremenda esperienza, rimette in primissimo piano il fondamentale ruolo della sanità pubblica e la necessità di una reale riforma fiscale più equa e più progressiva.

Allora diamo appuntamento a febbraio 2020 per la presentazione dello studio-ricerca, che la fondazione ha commissionato due anni fa, sulla “nascita del Partito Comunista d’Italia a Venezia nel 1921” e, a seguire, fino a novembre saranno programmati altri appuntamenti.

Invitiamo inoltre chiunque abbia materiali, manifesti, volantini, fotografie, cimeli, quadri sul PCI PDS DS a consegnarceli perché possano essere verificati, catalogati e messi a disposizione degli studiosi e degli appassionati e, soprattutto, affinché non vengano dispersi. Noi raccogliamo e custodiamo un pezzo di storia. E’ una delle nostre finalità e la svolgiamo nel rispetto e ricordo delle molte decine di migliaia di persone che hanno militato nel PCI, PDS e DS veneziano.

2021: #100anni dalla nascita del PCI

Le iniziative in programma per il 2021 purtroppo scontano l’incertezza del momento. La presentazione de “#100anniPCI a Venezia” avverrà solo a fine ottobre auspicando soprattutto che gli italiani possano sentirsi più sicuri e protetti.

In previsione dei 100 anni dalla nascita del PCI (21 gennaio 1921) la Fondazione ha incaricato due anni fa un brillante ricercatore storico nel ricostruire “la nascita del PCI nel veneziano”. Il risultato di questa ricerca, pur scontando i ritardi dovuti all’emergenza sanitaria che ha colpito l’Italia, verrà presentata nei primi mesi dell’anno prossimo.

Le ricerche e le raccolte di testimonianze sul PCI PDS DS a Venezia proseguiranno con tre progetti paralleli che presenteremo accuratamente entro fine anno.

L’Associazione Enrico Berlinguer (formata dalle fondazioni democratiche) e la Fondazione Gramsci coordineranno per il prossimo anno un calendario di iniziative che coprirà l’intero territorio italiano con incontri, proiezioni, mostre, concerti. Anche questo programma verrà presentato verso ottobre.


EMERGENZA CORONAVIRUS: corresponsabilità, rafforzamento della sanità pubblica, sostegno al lavoro, lotta all’evasione fiscale, fisco equo e progressivo, riduzione della spesa militare.

Abbiamo anche noi sospeso l’attività a causa di questa tremenda emergenza sanitaria. La riprenderemo a settembre con alcune iniziative che ci traghetteranno verso il 2021.

Siamo stati chiamati, ognuno di noi, alla corresponsabilità.

Riteniamo che sia stata la migliore azione politica attivata da questo governo.

il Ministro alla Salute Roberto Speranza, il ministro alla Economia Roberto Gualtieri,
la sottosegretaria al Lavoro Roberta Puglisi, il viceministro all’Economia Antonio Misiani,
il sottosegretario alla Difesa Giulio Calvisi, la sottosegretaria all’Economia Maria Cecilia Guerra
e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’Editoria Andrea Martella

Non ci permettiamo – ora – di valutare singole azioni di governo nazionale regionale o comunale.

Vogliamo tuttavia condividere questa scelta di fondo: aver detto la verità agli italiani senza alcun “storytelling”, aver corresponsabilizzato – ognuno nei propri diversi ruoli – i cittadini. Questa deve essere una precondizione per “la nuova politica”.

Vogliamo anche ribadire l’importanza e la strategicità della sanità pubblica e vorremmo citare l’amico e compagno Giovanni Berlinguer (riconosciuta figura di raccordo tra l’ambito medico-accademico, il mondo del lavoro e della fabbrica la politica – il PCI – e le istituzioni ) tra i padri della grande riforma sanitaria del 1978 “… Non è, infatti, retorico affermare che il soggetto principale è stato in grande misura il popolo, insieme agli specialisti; e che l’oggetto fondamentale è stata la salute in sé, insieme alle cure e insieme alla dignità della persona e ai diritti del corpo e della mente. Se guardiamo, insieme alla storia legislativa, le cronache di quel che accadde nella società e nella cultura, vediamo che in quel decennio inquieto e tumultuoso (1968-1978) si svilupparono idee, movimenti, lotte ed esperienze assai differenziate fra loro, ma convergenti nel valorizzare libertà e diritti delle persone e nel chiedere allo Stato ben più delle mutue …”

Vogliamo anche richiamare, non freddamente ma consapevoli che ogni parola della nostra Costituzione contiene, valore e passione, mediazione e responsabilità nonché grande senso della comunità, l’art.32 “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”

E proprio per questo pensiamo che il fisco debba essere adeguato per garantire questi diritti “universali”: un fisco davvero progressivo e soprattutto una feroce lotta all’evasione fiscale.

Aggiungiamo anche che la dimensione raggiunta dalla spesa militare in Italia non è assolutamente giustificabile. Questa – la spesa per il settore militare italiano – dovrà costantemente diminuire. Dovrà essere adeguata alle reali “esigenze” potenziando di converso tutti quei servizi che sono stati – e saranno – chiamati ad affrontare le emergenze che colpiscono le persone (la Protezione Civile è sicuramente uno di questi).

Ne riparleremo.

Verificheremo tra qualche mese se, come qualcuno prevede, cambieranno le nostre abitudini, se saremo più attenti e sensibili a “proteggere la sanità pubblica”, se faremo realmente un “salto tecnologico”

Per ora ci permettiamo sinceramente di ringraziare le lavoratrici e i lavoratori della sanità, le lavoratrici e i lavoratori che hanno permesso agli italiani di “vivere” durante questo doloroso periodo di “distanziamento fisico (e sociale)” e a tutte le persone che con il loro consueto spirito di servizio hanno sostenuto chi era in difficoltà in queste tremende settimane. Hanno reso concreta e visibile la nostra Costituzione quando afferma che “… ogni cittadino ha il dovere di svolgere … un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”

Ci permettiamo anche un rispettoso e sentito pensiero ai famigliari ed amici di chi – purtroppo tanti, troppi – hanno perso una persona cara.